Qui non sei lo straniero che ritorna,
sei l'amicizia che scava
Ti si legge negli occhi
prima ancora del saluto.
Porti abissi dentro le parole,
l’ironia sulla punta dei versi,
lo sguardo che fora il buio,
e l’arte che incide il silenzio.
Il tuo passo non attraversa il mare, lo
cancella.
La tua voce non lo solca, lo ricuce.
Un filo teso tra due rive
che si riconoscono.
Bentornato dove la pietra trattiene il fiato,
dove il tempo non passa, incide,
dove la memoria non ha polvere.
Tornano a baciarti le dune del deserto,
lascia che siano loro a farti solletico.
Raccogline il respiro,
portalo con te come un canto senza
voce,
come una radice che non chiede terra.
Il mondo ti strappa altrove,
ma qui dove il Nilo riga la terra,
una porta è rimasta socchiusa
a misura del tuo passo
dove ogni incontro riapre il mondo
e ogni addio rimanda a un ritorno.